Malattia di Le Peyronie o Induratio Peni Plastica (IPP)

Cenni di Patologia Urologica

Postato da dott. Emanuele Scarponi

E’ una patologia cronica che causa la formazione di una placca a livello della tunica albuginea dei corpi cavernosi penieni. La tunica che avvolge i corpi cavernosi ha una proprietà elastica e durante l’erezione si “allunga” insieme ai corpi cavernosi. Quando è presente una placca di Induratio viene meno questa capacità distensiva, quindi si distende la tunica a valle e a monte della placca ma non quella porzione dove è presente; ciò causa un incurvamento dal lato della placca che può variare da qualche grado sino a deformare completamente l’asta peniena. 

Molte sono le ipotesi sulle cause che innescano i meccanismi eziopatologici, la teoria tuttavia più condivisa dalla letteratura è che alla base del danno ci siano i microtraumi ripetuti durante i rapporti sessuali, in particolare quando si ha una penetrazione in assenza una buona turgidità dell’asta peniena. E’ anche per questo motivo che l'incidenza, aumenta sopra i 60 anni in pazienti che comunque lamentano un iniziale deficit erettile oppure nei giovani che riferiscono viceversa un vero e proprio trauma più o meno recente durante un rapporto sessuale.

Sintomi

In una prima fase che viene anche detta “florida” il paziente lamenta dolore durante l’erezione, spesso è in grado di identificare un punto specifico, sede del dolore, dell’asta peniena. Nella primissima fase potrebbe non essere palpabile a livello dell’asta peniena alcuna formazione, il paziente potrebbe o meno riferire un iniziale incurvamento dell’asta peniena che tende a aumentare o  meno fino alla fine di questa fase. In una seconda fase detta anche “stabile”, il dolore durante l’erezione tende a scomparire, è invece quasi sempre palpabile un aumento di consistenza (Placca) a livello della tunica albuginea nel punto dove il paziente riferisce l’incurvamento penieno. Associato all’incurvamento spesso compare DE, in un primo tempo legato sicuramente alla componente dolorifica in un secondo tempo per una preoccupazione più psicologica del paziente che vede l’asta peniena incurvata e quindi deformata.

Diagnosi

La diagnosi prevalentemente è clinica. E’ fondamentale l’anamnesi e evidenziare alla palpazione un aumento di consistenza della tunica albuginea. L’ecografia in particolare se eseguita in farmaco erezione (dopo somministrazione intracavernosa di prostaglandine) oltre che essere utile per valutare in maniera obiettiva potenza sessuale e eventuale incurvamento, può mettere in evidenzia alterazioni ipoecogene della tunica (nella prima fase florida) o altrazioni iperecogene della tunica (nella fase stabile).

Terapia

La terapia in particolare nelle fase iniziali è molto discussa ad oggi in letteratura:

  • Complessi vitaminici di vitamina E sono risultati efficaci in particolare nella fase florida della malattia
  • Fisioterapia a mo’ di “Stretching” con utilizzo di vacuum device insieme a farmaci proerettivi che hanno una funzione anch’essa di stretching dei tessuti e che aumentando la potenza sessuale evitano ulteriori traumi durante i rapporti sessuali sono sicuramente fondamentali in particolare nella prima fase della malattia.
  • Discusso è l’utilizzo di infiltrazioni medicamentose (cortisone, calcio antagonista, acido ialuronico) con utilizzo di siringhe pneumatiche, in particolare se è presente una placca in fase stabile. Probabilmente più che il farmaco, ha un ruolo la rottura di placca che avviene con l’immissione a pressione di liquidi all’interno di essa, dando di fatto, se rotta in più punti una maggiore “elasticità” rispetto a una placca unica non distensibile.
  • In diversi studi sono state inoltre utilizzati le onde d’urto che in particolare nella prima fase (quella florida) procurano notevoli benefici.

  • Presentato nel 2017 al congresso ESSM (European Society for Sexual Medicin), di recente si stanno eseguendo infiltrazioni con un farmaco a base di collagenasi di Clostridium Histolyticum, già utilizzato per patologie quali la malattia di Dupuytren, il farmaco sembrerebbe poter rompere la placca, successivamente all'applicazione del farmaco, vengono eseguite delle manovre di stretching. Il ciclo completo è composto da 6 infiltrazioni, l'indicazione tuttavia è quando si ha un incurvamento maggiore di 30° e la placca non è vicino al corpo spongioso uretrale. Al momento dai lavori pubblicati il farmaco sembra avere buoni risultati, tuttavia i costi del farmaco al momento, sono abbastanza onerosi. 

La chirurgia andrologica con correzione dell’incurvamento sicuramente da buoni risultati, tuttavia presenta qualche complicanza come spesso il calo della potenza sessuale dovuta allo scollamento dei tessuti che viene eseguito. E’ sempre bene valutare la potenza di base del paziente perché in presenza di un deficit erettile associato, è bene posizionare un impianto protesico contemporaneamente alla correzione dell’incurvamento.

Personalmente tendo sempre a tenere un atteggiamento conservativo: terapia orale, utilizzo di vacuum device e trattamento con onde d'urto nella fase iniziali se l’incurvamento non è tale da compromettere la penetrazione. Infiltrazioni o chirurgia, in considerazione anche dei rischi delle complicanze, quando viceversa l’incurvamento compromette del tutto l’atto sessuale.

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