Gestione del paziente sottoposto a intervento chirurgico di Prostatectomia Radicale

Tumore Prostata

Postato da dott. Emanuele Scarponi

Il paziente sottoposto a Prostatectomia Radicale è un paziente che oltre ad avere l’angoscia per essere un paziente oncologico, si troverà anche psicologicamente a far fronte ad una serie di difficoltà, questo perché la prostata è un organo non solo dell’apparato urinario, ma anche dell’apparato sessuale riproduttivo e , indipendentemente dalla riuscita dell’intervento chirurgico, alcune funzioni della sua vita non saranno mai come quelle di prima.

In particolare il paziente dovrà eseguire controlli su tre fronti


Oncologico

Eseguire un PSA a 30 e a 60 gg dall’intervento chirurgico.  In base all’andamento del PSA e al risultato del referto istologico definitivo si deciderà il successivo iter terapeutico (solo follow up, radioterapia, ormonoterapia..).

 

Funzionale Urinario


Recupero della continenza urinaria- Con l’avvento della laparoscopia e della robotica l’incontinenza urinaria da sforzo è diventata spesso un problema marginale, tuttavia età del paziente, corporatura (obesità) e patologie croniche quali il diabete, possono inficiare il pieno recupero della continenza. E’ per questo che a un mese dall’intervento vengono consigliati di seguire cicli di riabilitazione del pavimento pelvico.
E’ sempre consigliabile effettuare tali procedure con personale qualificato, la figura del fisioterapista del pavimento pelvico, negli ultimi anni è diventata una figura essenziale per il recupero di tale funzione. Le sedute sono spesso coadiuvate da supporti tecnologici per studiare il bio feedback del paziente e elettrostimolare, se necessario, i muscoli del pavimento pelvico.

Valutare il corretto flusso urinario- Complicanze dell’intervento chirurgico sono le stenosi dell’anastomosi, e pertanto si deve eseguire a due mesi una uroflussometria con valutazione del residuo post-minzionale  che serve appunto per valutare che non ci siano stenosi e che lo svuotamento vescicale post-minzionale avvenga correttamente.


Riabilitazione della potenza sessuale


Un intervento di prostatectomia radicale anche se eseguito con tecnica nerve sparing (nei tumori a basso rischio) comporterà quasi sempre una criticità sulla potenza sessuale. Inoltre, come detto già prima, l’intervento comporta sempre un coinvolgimento psico-emotivo del paziente, il quale, dapprima preoccupato essenzialmente del problema prognostico del proprio tumore  tenderà a trascurare altri aspetti funzionali che invece alla lunga impatteranno sulla qualità della vita.
Proprio per queste considerazioni, quanto prima il paziente inizierà il suo percorso riabilitativo  tanto prima si riusciranno a riabilitare le funzioni. L’inerzia terapeutica, a volte può significare il non recupero di alcune funzioni.

Diversi sono inoltre i fattori di rischio che possono penalizzare la potenza sessuale post- prostatectomia radicale:

    - Tecnica nerve sparing se eseguita o meno ( a seconda del grado di malattia iniziale)

    - Età e potenza sessuale pre operatoria- più il paziente avrà di base una buona potenza sessuale preoperatoria, migliore sarà il risultato funzionale. Viene da sè che tutti i fattori di rischio del Deficit Erettile se presenti sono prognosticamente sfavorevoli per il recupero della funzione sessuale.

    - Fattori psicogeni

A 1 mese dall’intervento viene quindi consigliato di assumere farmaci proerettivi indipendentemente dai rapporti sessuali, questo perchè la semplice assunzione del farmaco induce un aumento della vascolarizzazione dei corpi cavernosi. Anche la riabilitazione con utilizzo di Vacuum Device permette di mantenere una buona tonicità dei corpi cavernosi e evitare i processi fibrotici. In caso di non risposta o risposta parziale si consiglierà l’associazione con iniezioni di prostaglandine.

Quando il risultato raggiunto tuttavia non è sufficiente, al paziente motivato, verrà indicato l’impianto di una protesi peniena .

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