Embolizzazione Prostatica

Trattamento Prostata - IPB

Postato da dott. Emanuele Scarponi

L’embolizzazione prostatica è una manovra chirurgica effettuata dal radiologo interventista su indicazione dell’urologo, dove, attraverso l’ausilio di guide e sonde vascolari, con accesso dall’arteria femorale o dall’arteria brachiale, si vanno a chiudere in maniera selettiva le arterie prostatiche con una sostanza embolizzante contente micro particelle. L’embolizzazione di queste  arterie arresta il flusso ematico dell’ organo, con conseguente necrosi del tessuto prostatico e una riduzione del volume prostatico e quindi un miglioramento del quadro ostruttivo urinario. La riduzione del volume prostatico avviene in maniera progressiva raggiungendo la massima riduzione a 6 mesi dalla manovra.

Ad oggi NON VIENE considerato il trattamento GOLD standard per l’ostruzione delle basse vie urinarie da IPB, tuttavia  sempre più centri esteri e italiani utilizzano tale procedura e  pertanto ogni centro comincia a farsi una propria esperienza per valutarne i risulatati.

I vantaggi dell'embolizzazione sono sicuramente legati alla riduzione dei tempi di degenza: massimo una notte. Riduzione dei tempi dell'utilizzo del CV: i tempi della degenza. Un minimo di anestesia locale con una blanda sedazione,se occorre.

Quando ricorrere all'embolizzazione?

Non esistono delle vere e proprie linee guida con delle indicazioni precise per tale manovra, di conseguenza  sino ad oggi il suo uso è determinato dall'esperienza personale dell'urologo.

Esperienza personale

La prima embolizzazione a cui ho assistito è avvenuta nel 2014 a Bucarest in Romania presso l’ospedale privato “Ponderas”. Spesso, queste procedure, quando ancora sono  molto innovative e sperimentali, trovano spazio negli Stati in cui  la legislazione vigente è più permissiva rispetto a quella di altri paesi. Dal 2014 ad oggi tale procedura viene eseguita anche in diverse strutture italiane e iniziano a essere pubblicati articoli scientifici anche su importanti riviste Urologiche.

Da inizio 2018 ho trattato 10 pazienti con la collaborazione della radiologia interventistica dell’azienda ospedaliera di Perugia. In tutti i pazienti il trattamento é stato efficace, anche perché  erano pazienti ben selezionati in base ad alcuni criteri che mi ero prefissato:

  • Età avanzata e presenza fattori di rischio-  pazienti in cui per età e patologie di base era rischioso eseguire una chirurgia tradizionale (turp o adenomectomia tv). Soprattutto  non sono stati trattati pazienti al di sotto dei 75 anni perché sino ad oggi non esiste una casistica tale da poter valutare in modo adeguato gli eventuali effetti collaterali sulla potenza sessuale.
  • Volume Prostatico- Sono stati arruolati pazienti con volume prostatico di medie o grande dimensioni. Pur non essendoci dati in letteratura, prostate di piccole dimensioni, potrebbero non avere particolari benefici dal trattamento, in quanto l’ostruzione che causano è data più da una componente fibrotica della ghiandola che dal volume ghiandolare.
  • Terzo Lobo Prostatico- Prostate con terzo lobo prostatico, anche una volta embolizzate, potrebbero non avere benefici in quanto l’effetto “valvola” dato dalla conformazione del terzo lobo potrebbe comunque persistere.

Tutti i pazienti sono stati studiati attraverso un’eco transrettale per poter misurare i diametri dell’adenoma prostatico e la presenza o meno del terzo lobo . Una uroflussometria che mostra i parametri di flusso ridotti e presenza di residuo post- minzionale, alcuni pazienti erano anche  portatori di Catetere Vescicale.

IL PSA era nella norma. Veniva inoltre eseguita una angiotc per studiare le arterie prostatiche per escludere la presenza di eventuali anomalie vascolari e anche valutare il flusso delle arterie prostatiche stesse in quanto vasi fortemente sclerotici per vasculopatia o per postumi di radioterapia potrebbero vanificare il trattamento embolizzante.

A chi è rivolto oggi

Pazienti che assumono antiaggreganti/anticoagulanti per patologie cardio/vascolari la cui sospensione è rischiosa per la patologia di base, pazienti con comorbilità generali dove qualsiasi atto chirurgico può compromettere lo stato generale dell'individuo. Questi pazienti chiaramente come descritto sopra devono avere arterie prostatiche ben rappresentate (verificate con ANgioTC) e prostate con volumi di medie/grandi dimensioni senza voluminoso terzo lobo.

Per il futuro?

Pazienti con tumori prostatico ostruiti in attesa di Radioterapia - Nel prossimo anno cercherò di ampliare il numero dei pazienti e cercherò di arruolare quei pazienti ostruiti in attesa di fare una radioterapia per neoplasia della  prostata così da rimuovere l’ostruzione prima del trattamento radioterapeutico.

Pazienti ostruiti in follow up per etp vescica- L'embolizzazione potrebbe avere una forte indicazione in pazienti ostruiti e con neoformazioni vescicali: un paziente in follow up entro i 5 anni per tumore vescicale pur se marcatamente ostruito non ha indicazione chirurgica per il rischio di disseminazione del tumore nel tessuto prostatico. L’utilizzo dell’embolizzazione potrebbe essere quindi una valida alternativa.

Va specificato inoltre che non esistono controindicazioni qualora il tentativo fallisse di eseguire una successiva TURP disostruttiva.

Considerazioni personali

Con l’aumentare dell’esperienza generale capiremo quali saranno le indicazioni precise per tale trattamento. Rispetto alle numerose alternative chirurgiche che ogni anno vengono presentate, l’embolizzazione a mio parere presenta un razionale molto valido, e sicuramente dei vantaggi per il paziente, in termini di durata della degenza, minivansività della procedura e probabile assenza di eiaculazione retrograda. Qualora ci fossero dati rassicuranti sulle ricaduta della potenza sessuale, probabilmente potrà essere il trattamento del futuro per qualsiasi paziente con prostate di medie o grandi dimensioni.

 
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